Il miglior libro di Jos? Saramago del 2020

Ecco la classifica dei migliori prodotti per la categoria Libro Di Jos? Saramago:

Cecità: si tratta del più acquistato, ha ottenuto una recensione media di 4,3 con 941 recensioni

Le intermittenze della morte: medaglia d’argento per questo prodotto, la recensione media è di 3,9 con 282 recensioni

Saggio sulla lucidità: terza posizione per questo prodotto, con una recensione media da parte degli utenti di 4,3 con 89 recensioni
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Cecità
941 Recensioni
Cecità
  • Saramago, José (Author)

Recensioni del prodotto

Recesione a cura del blog ReadLearnLive
Saramago è un autore che o si ama o si odia: nel mio caso ho amato quest’opera. Prima di parlare di Cecità vorrei spendere due parole sul suo scrittore. José Saramago è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Si tratta di una personalità molto controversa e spesso criticata per le sue idee e prese di posizione piuttosto forti nei confronti della religione, del conflitto israelo-palestinese e della politica berlusconiana. Lo stile e i temi delle sue opere sono molto particolari. Spesso sceglie di descrivere le conseguenze di un avvenimento inaspettato usando prospettive piuttosto insolite e cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l’evento. Sotto molti aspetti, alcune sue opere potrebbero essere definite allegoriche. Lo stile comprende la scrittura di frasi molto lunghe, con una punteggiatura anticonvenzionale. Non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo; i periodi possono essere lunghi anche più di una pagina e interrotti solo da virgole dove la maggior parte degli scrittori userebbe dei punti. Queste premesse potrebbero lasciarvi interdetti, ma vi assicuro che, nonostante venga usata una scrittura fuori dal comune, i testi risultano comprensibilissimi e assolutamente godibili. Lo stile di Saramago non va considerato un difetto, ma un valore aggiunto che rende le sue opere speciali e memorabili. Parlando nello specifico di Cecità, il libro si apre con un avvenimento scioccante: delle persone, senza alcun motivo, cominciato a diventare cieche. La malattia bianca, così chiamata perché le vittime vedono tutto bianco (cit. un mare di latte), si diffonde con una rapida tale da non permettere al Governo di prendere alcuna contromisura se non la reclusione forzata in un ex manicomio dei primi contagiati. Personalmente ho sempre apprezzati i romanzi distopici e apocalittici alla 1984 e Cecità si classifica perfettamente in entrambe le categorie. La storia è ambientata in una società contemporanea, ma indefinita: persino i personaggi non hanno nomi, ma vengono identificati grazie a delle caratteristiche fisiche o a dei ruoli sociali (es. Il medico, la moglie del medico, il vecchio con la benda…). Questo apparente distacco però non li rende lontani e sconosciuti: grazie alle descrizioni approfondite dei loro stati d’animo e delle emozioni che provano si finisce inevitabilmente per affezionarsi ed immedesimarsi nelle sfortunate vicende che si trovano a vivere. Molte scene del romanzo sono forti, crude, a tratti spaventose. Non è una lettura leggera e va affrontata con cognizione di causa in quanto a volte la durezza della narrazione sembrerà un pugno nello stomaco. Lo consiglio a chi cerca una storia diversa dal comune, in grado di spaziare e sviscerare l’animo umano nelle sue più ampie sfaccettature.
Bellissimo!
Una storia che è una metafora della vita, che mostra il meglio e il peggio degli esseri umani, pur privati della vista. Contribuisce all'atmosfera il fatto di non aver riferimenti: la città in cui i protagonisti si muovono non viene definita, così come i detti protagonisti, che infatti non vengono mai identificati da nomi propri dei personaggi (essi vengono identificati con caratteristiche impersonali, tipo "la moglie del medico", "la ragazza dagli occhiali scuri", eccetera). Da segnalare anche come il romanzo sia privo della canonica punteggiatura e virgolettatura dei dialoghi, cosa che fa sì che lo si legga tutto d’un fiato e senza possibilità di distrazioni. In conclusione, lo consiglio senza alcuna ombra di dubbio.
Realtà o distopia?
Per recensire il libro di Saramago non basterebbe credo un libro delle stesse dimensioni. Gli spunti di riflessioni sono così tanti, che giocoforza bisogna lasciarne fuori molti per concentrarsi su quelli più significativi secondo l’esperienza del lettore. Per quanto mi riguarda, la natura umana che emerge dalle pagine di Saramago è ciò che più di tutto mi ha colpito. Come già altri hanno scritto, la nostra specie fino a qualche centinaio di migliaia di anni fa viveva ancora appesa agli alberi, e da un punto di vista evolutivo questo intervallo di tempo è veramente esiguo. Questo per dire che le tanto blasonate conquiste civili e sociali sono a tutti gli effetti così labili e indifese, che qualsiasi fenomeno molto meno grave di una cecità collettiva potrebbero spazzarle via. Il libro di Saramago a mio parare mette a nudo quanto la nostra specie sia naturalmente orientata al disordine (come del resto il secondo principio della termodinamica prevede per i sistemi complessi), all’entropia e solo un quotidiano sforzo da parte della ragione, in questo caso incarnata dalla moglie del medico, riesce a dare una parvenza d’ordine alla quotidianità. Ma questo quotidiano sforzo di mantenere l’ordine, per quanto sia intenso non è in grado di resistere a onde d’urto particolarmente forti in grado di destabilizzarlo. E una volta sopraffatto questo continuo sforzo, emerge il disordine nella sua più tetra e spietata versione. L’umanità cieca descritta da Saramago è un’umanità ferina, in cui gli elementi tipici del progresso e del vivere comune vengono sostituiti dalla mera lotta per la sopravvivenza. Ed è proprio questa a emergere, le priorità a essa legate, quando la luce della ragione viene completamente spenta, o più banalmente quando le esigenze fondamentali non vengono più soddisfatte automaticamente dalla comunità. Piaccia o non piaccia, la nostra natura a mio parere è quella descritta da Saramago. Il suo libro è sotto questo aspetto un avviso ai naviganti, un manuale di come siamo veramente e di quanto facile sia far emergere quegli aspetti spregevoli e ferali che accompagnano la lotta per la vita. L’attualità di questo libro sta nel fatto che la cecità può benissimo essere sostituita da qualsiasi altro fenomeno, anche politico, che permetta il disgregarsi dell’organizzazione a favore degli istinti egoistici. In particolare, soffiando sul fuoco dell’odio nei confronti di un nemico, quale esso sia, in grado potenzialmente di destabilizzare l’ordine costituito in favore degli istinti animali basilari.

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Le intermittenze della morte
282 Recensioni
Le intermittenze della morte
  • Saramago, José (Author)

Recensioni del prodotto

Capolavoro autentico, ironico, seducente
Le intermittenze della morte parte in medias res "E il giorno dopo non morì nessuno" e ci si aspetta, già dalle prime due tre pagine, che Saramago ci vomiti addosso tutta la storia, senza troppi preamboli – vuoi per l'attacco in medias res, vuoi per il suo caratteristico stile: un torrente in piena di parole in cui non si distinguono i dialoghi dal resto della narrazione. In realtà, inizio a parte, Le intermittenze della morte ha un'inizio veloce e uno svolgimento molto lento, molto descrittivo, quasi manualistico allevolte; a dirla tutta, pare che lo svolgimento sia solo un excursus, una sorta di approfondimento dello vicende civili e politiche causate dall'imprevista improvvisa assenza della morte. Poi, le cento pagine finali: una rivelazione. L'approccio semi-manualistico e prolisso con cui Saramago ha inaugurato i primi tre quinti del libro, si perde per lasciare posto a un epilogo che si tinge di ironia, sarcasmo e – si, proprio così – romanticismo. Un epilogo preparato "a fuoco lento", che colora le ultime pagine di un ritmo e uno stile diversi: frenetico uno, dolcissimo l'altro. L'acme, delle ultime trenta pagine, è un capolavoro di creatività e narrazione che, quasi cinematograficamente, "umanizza" la morte e ne dipinge l'indole (via via repressa), l'aspetto fisico e la baraonda sentimentale che la coinvolge. Mi sento di consigliarlo vivamente, una vera opera d'arte! Consegna effettuata 12 ore dopo l'acquisto, condizioni estetiche ottime.
5 stelle senza dubbi!
Uno dei libri più belli di Saramago. Offre molti spunti di riflessione, con maestria, toni ironici e grotteschi riesce a trattare argomenti seri attraverso una situazione assurda: la morte decide di non mietere più vittime, costringendo gli uomini e i malati terminali ad una vita (o non vita) eterna. Molte le tematiche trattate, come la morte dolce, le interferenze della chiesa e i rapporti Stato/mafia. La scrittura di Saramago per chi non lo ha mai letto potrebbe destabilizzare inizialmente, perché ha un modo tutto suo di usare la punteggiatura. Predilige periodi lunghi, e non usa le classiche virgolette per delimitare i dialoghi. Dopo poche pagine ci si abitua e non si riesce più a mettere giù il libro.
Avvincente ed entusiasmante
Mi è arrivato solo pochi giorni fa e ne sono stato totalmente rapito. Sono sicuro che molti, come me, considerano Saramago un genio della narrativa stile di scrittura è inconfondibile. La storia, come altre sue storie, ti da la sensazione di esser preso per mano e condotto in un mondo immaginario ma reale presente già dalla prima pagina. Consiglio vivamente di leggerlo a chiunque sia affascinato da questo genere, anche a chi si approccia la prima volta con questo autore, ne rimarrà davvero molto sorpreso!

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Saggio sulla lucidità
89 Recensioni
Saggio sulla lucidità
  • Saramago, José (Author)

Recensioni del prodotto

Da leggere
Se avete già letto o anche se non avete mai letto questo scrittore, vi consiglio vivamente di leggere questo libro e mi permetto di consigliarvi di leggere, sempre.dello stesso autore, il libro "Cecità"
Non aspettatevi il capitolo due di Cecità
Indubbiamente un capolavoro come tutti i romanzi di Saramago, questo 'Saggio sulla Lucidità' non poteva mancare nella mia libreria, anche se tra i suoi romanzi non è il mio preferito. L'edizione è di Feltrinelli, nello specifico "Universale Economica Feltrinelli" comunque tascabile e con illustrazione di copertina disegnata da Emiliano Ponzi. Il romanzo si divide in due parti ben distinte: la prima parte incentrata sulla classe politica che deve gestire una crisi generata dal fallimento delle elezioni, la seconda su un'indagine condotta da un commissario che vede l'apparizione in scena dei personaggi di Cecità, ma lontanissimi dal contesto del primo romanzo sennonché per le atmosfere cupe e surreali. Lo stile è il classico di Saramago, quasi del tutto privo di segni di interpunzione per intenderci, con periodi più lunghi e complessi del solito. Una nota Saggio sulla Lucidità viene scritto molti anni dopo rispetto Cecità e, se messo a confronto, è pervaso da un pessimismo maggiore: si conclude in maniera cupa, a differenza di Cecità che terminava ridando una piccola luce di speranza all'umanità. Saramago stesso in un'intervista sostiene: "Se il Saggio sulla lucidità non causerà polemiche è perché la società dorme", frase chiaramente emblematica per l'interpretazione dei sentimenti dell'autore. Concludendo non comprate questo libro se vi aspettate un sequel di Cecità perché resterete delusi, compratelo se invece amate Saramago incondizionatamente ed avete comunque già letto Cecità. Spero che questa recensione sia stata utile 🙂
Grande libro
Un libro grande. Grande nella forma: narrazione asciutta. Grande nel contenuto: fa riflettere sulla natura della democrazia liberale rappresentativa e sulla natura del potere. Un piccolo capolavoro

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