Il miglior libro di Jos? Saramago del 2021

Ecco la classifica dei migliori prodotti della categoria Libro Di Jos? Saramago:

Cecità: è il più venduto, la valutazione media è 4,3 con 10 recensioni

L'uomo duplicato: seconda posizione per questo prodotto, la valutazione media è 4,4 con 110 recensioni

Il Vangelo secondo Gesù Cristo: terza posizione per questo prodotto, la valutazione media è 4,3 con 10 recensioni
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Cecità
10 Recensioni
Cecità
  • Saramago, José (Author)

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Recesione a cura del blog ReadLearnLive
Saramago è un autore che o si ama o si odia: nel mio caso ho amato quest’opera. Prima di parlare di Cecità vorrei spendere due parole sul suo scrittore. José Saramago è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Si tratta di una personalità molto controversa e spesso criticata per le sue idee e prese di posizione piuttosto forti nei confronti della religione, del conflitto israelo-palestinese e della politica berlusconiana. Lo stile e i temi delle sue opere sono molto particolari. Spesso sceglie di descrivere le conseguenze di un avvenimento inaspettato usando prospettive piuttosto insolite e cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l’evento. Sotto molti aspetti, alcune sue opere potrebbero essere definite allegoriche. Lo stile comprende la scrittura di frasi molto lunghe, con una punteggiatura anticonvenzionale. Non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo; i periodi possono essere lunghi anche più di una pagina e interrotti solo da virgole dove la maggior parte degli scrittori userebbe dei punti. Queste premesse potrebbero lasciarvi interdetti, ma vi assicuro che, nonostante venga usata una scrittura fuori dal comune, i testi risultano comprensibilissimi e assolutamente godibili. Lo stile di Saramago non va considerato un difetto, ma un valore aggiunto che rende le sue opere speciali e memorabili. Parlando nello specifico di Cecità, il libro si apre con un avvenimento scioccante: delle persone, senza alcun motivo, cominciato a diventare cieche. La malattia bianca, così chiamata perché le vittime vedono tutto bianco (cit. un mare di latte), si diffonde con una rapida tale da non permettere al Governo di prendere alcuna contromisura se non la reclusione forzata in un ex manicomio dei primi contagiati. Personalmente ho sempre apprezzati i romanzi distopici e apocalittici alla 1984 e Cecità si classifica perfettamente in entrambe le categorie. La storia è ambientata in una società contemporanea, ma indefinita: persino i personaggi non hanno nomi, ma vengono identificati grazie a delle caratteristiche fisiche o a dei ruoli sociali (es. Il medico, la moglie del medico, il vecchio con la benda…). Questo apparente distacco però non li rende lontani e sconosciuti: grazie alle descrizioni approfondite dei loro stati d’animo e delle emozioni che provano si finisce inevitabilmente per affezionarsi ed immedesimarsi nelle sfortunate vicende che si trovano a vivere. Molte scene del romanzo sono forti, crude, a tratti spaventose. Non è una lettura leggera e va affrontata con cognizione di causa in quanto a volte la durezza della narrazione sembrerà un pugno nello stomaco. Lo consiglio a chi cerca una storia diversa dal comune, in grado di spaziare e sviscerare l’animo umano nelle sue più ampie sfaccettature.
Realtà o distopia?
Per recensire il libro di Saramago non basterebbe credo un libro delle stesse dimensioni. Gli spunti di riflessioni sono così tanti, che giocoforza bisogna lasciarne fuori molti per concentrarsi su quelli più significativi secondo l’esperienza del lettore. Per quanto mi riguarda, la natura umana che emerge dalle pagine di Saramago è ciò che più di tutto mi ha colpito. Come già altri hanno scritto, la nostra specie fino a qualche centinaio di migliaia di anni fa viveva ancora appesa agli alberi, e da un punto di vista evolutivo questo intervallo di tempo è veramente esiguo. Questo per dire che le tanto blasonate conquiste civili e sociali sono a tutti gli effetti così labili e indifese, che qualsiasi fenomeno molto meno grave di una cecità collettiva potrebbero spazzarle via. Il libro di Saramago a mio parare mette a nudo quanto la nostra specie sia naturalmente orientata al disordine (come del resto il secondo principio della termodinamica prevede per i sistemi complessi), all’entropia e solo un quotidiano sforzo da parte della ragione, in questo caso incarnata dalla moglie del medico, riesce a dare una parvenza d’ordine alla quotidianità. Ma questo quotidiano sforzo di mantenere l’ordine, per quanto sia intenso non è in grado di resistere a onde d’urto particolarmente forti in grado di destabilizzarlo. E una volta sopraffatto questo continuo sforzo, emerge il disordine nella sua più tetra e spietata versione. L’umanità cieca descritta da Saramago è un’umanità ferina, in cui gli elementi tipici del progresso e del vivere comune vengono sostituiti dalla mera lotta per la sopravvivenza. Ed è proprio questa a emergere, le priorità a essa legate, quando la luce della ragione viene completamente spenta, o più banalmente quando le esigenze fondamentali non vengono più soddisfatte automaticamente dalla comunità. Piaccia o non piaccia, la nostra natura a mio parere è quella descritta da Saramago. Il suo libro è sotto questo aspetto un avviso ai naviganti, un manuale di come siamo veramente e di quanto facile sia far emergere quegli aspetti spregevoli e ferali che accompagnano la lotta per la vita. L’attualità di questo libro sta nel fatto che la cecità può benissimo essere sostituita da qualsiasi altro fenomeno, anche politico, che permetta il disgregarsi dell’organizzazione a favore degli istinti egoistici. In particolare, soffiando sul fuoco dell’odio nei confronti di un nemico, quale esso sia, in grado potenzialmente di destabilizzare l’ordine costituito in favore degli istinti animali basilari.
letto durante l'isolamento CRONAVIRUS...
In questo periodo (primi di marzo 2020) leggendo un libro così é facile trovare riscontri con la realtà : nelle scorse settimane abbiamo assistito all'isolamento prima di una parte della Cina e poi di alcuni paesi in Lombardia e Veneto , poi l'assalto dei supermercati , la chiusura delle scuole e nonostante ciò molti hanno pensato alle cause (i cinesi che mangiano... , complotti vari) ma non a vivere il presente cercando di cambiare le proprie abitudini per limitare i contagi. Nel libro (in cui sono presenti periodi più lunghi dei miei , e con meno punteggiature...) si vede come di fronte ad un contagio sconosciuto (il mal bianco che rende ciechi) sia difficile rimanere razionali , e come se ognuno pensa a sé difficilmente se ne viene fuori ... ci vuole sempre una grande capacità organizzativa riconosciuta per gestire tali emergenze (e gente che accetti di farsi comandare...). Per fortuna il libro termina con qualche nota positiva dovuta all'umanità che riesce a resistere alle barbarie unendosi come una famiglia.

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L'uomo duplicato
110 Recensioni
L'uomo duplicato
  • Saramago, José (Author)

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Imperdibile
Saramago ha uno stile di scrittura particolare, personalissimo e probabilmente non per tutti. Per quelli che sono i miei gusti è assai scorrevole e rende questo libro, assieme alla trama curiosa e per nulla scontata, davvero coinvolgente ed introspettivo. Da quando l'ho letto non son ancora riuscita a trovare una storia che mi sia piaciuta di più e rimasta più impressa. Da non perdere!
Questo sono io (?)
È Saramago, o lo ami o lo detesti. Il suo è un flusso di parole, quasi senza interruzione. Pensieri, considerazioni, ammiccamenti continui al lettore si accastellano l'uno sull'altro in un turbine che a tratti da le vertigini. Ma quanto è denso il suo messaggio, quante riflessioni induce. In questo libro ho trovato degna espressione del suo gusto per il surreale, che però si incastona in un contesto molto accessibile, quasi banale nella sua semplicità. Lo consiglio vivamente, sia a chi già conosce l'autore e quindi può apprezzare l'ennesima sua fatica, sia a chi vuole scoprirlo, lasciandosi sedurre da una storia che incuriosisce e intriga, e si dipana in modo inaspettato.
Geniale
Ritmo lento e complessso com’è nel suo stile ma la fine merita tutta l’attessa. Portate pazienza che alla fine del percorso (che ci dovete entrare) merita.

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Bestseller No. 3
Il Vangelo secondo Gesù Cristo
10 Recensioni
Il Vangelo secondo Gesù Cristo
  • Saramago, José (Author)

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Apre gli occhi agli uomini che vogliono essere tali
Una vita scritta dal protagonista che la vive e la perde consapevolmente. Una visione laica del cristianesimo che può essere condivisa da molti che cristiani non sono ma che ricercano e si battono per migliorare l'anima degli uomini contro tutte le storpiature dei sentimenti più beceri: odio , razzismo, arroganza, invidia, cupidigia....e chi più ne da più ne metta, come l'elenco dei Santi che fa l'autore. L' insegnamento di Gesu, Dio o uomo che sia, oggi è l'unico che vale la pena di ascoltare e tentare di seguire.
Il Gesù umano
Il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi è solo l’assenza dell’altro. Il tema "cristiano" mi ha sempre affascinato e quindi mi sono cimentato in diverse letture, oltre agli scontati vangeli ho cercato di farmi un idea attraverso i protestanti, con testi statunitensi, o i luterani, insomma diverse letture per ottenere questo risultato: se un giorno uno scienziato che ha potuto viaggiare nel tempo annunciasse che il Gesù "storico" non è esistito io crederei in Gesù lo stesso, pare assurdo ma secondo me Gesù è esistito, ed esiste in quanto Parola, concetto e colonna portante del modo di pensare dell'individuo, si prenda ad esempio Matteo che riporta, "tu non puoi servire due padroni" o Giovanni del "io sono la via la verità e la vita...." Ecco tutto questo per dire che Saramago non mi ha sconvolto minimamente, non lo avrei mai censurato; va bene ci va pesante, lo ammetto, ma per chi crede fermamente non può essere altro che carburante nuovo e fresco. La compagna di Gesù che qui in totale blasfemia anti cattolica (almeno anticattolica) viene presentata, Maria di Magdala, secondo me non toglie alcunché alle lezioni che ci ha dato Gesù, è verosimile che un uomo nella sua vita possa essere affiancato da una donna, non vedo cosa ci sia da nascondere, o ancora Gesù figlio naturale di Giuseppe, verosimile e ciò non modifica il messaggio di Gesù. Infine il Gesù che discutendo con Dio non vuole ricoprire il"ruolo di Gesù", un Saramago ironico e schietto che umanizza la figura del Cristo ma anche in questo caso, e facciamo attenzione, non ne pregiudica il messaggio. 5 stelle.
Uno dei libri più belli che abbia mai letto
Saramago ripercorre la vita di Gesù vista dal punto di vista del Gesù umano, della sua comprensione che si fa poco per volta, della umana sorpresa e (incredibile) del suo umano rifiuto rispetto il destino a cui è chiamato. Emerge tutto quello che di umano c'è in Gesù, in modo così forte e commovente ... ed emerge anche quello che c'è di divino, per contrasto. Alcune trovate letterarie sono sublimi, altre possono piacere meno, ma il nodo di contraddizioni della vita di Gesù e il dubbio che il bene trionfi sono temi universali, qui resi solo più evidenti perchè il protagonista è proprio il Figlio di Dio. Un'intensità e una bellezza di scrittura commoventi, potentissimo, in assoluto uno dei più belli che abbia mai letto. Da rileggere. Gratitudine a Saramago. E gratitudine a Rita Desti, che lo ha tradotto.

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