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Guida all’uso dell’elettrostimolatore

Negli ultimi anni, guardando la televisione, siamo sempre più bombardati da immagini che mostrano ragazze e ragazzi con corpi scolpiti, muscoli definiti, addomi e glutei da far invidia: no, non stiamo parlando di film di fantascienza!

Ci riferiamo a pubblicità che gridano al miracolo, che lasciano intendere che questi corpi meravigliosi vengano ottenuti dal solo utilizzo di un minuscolo dispositivo rapido e indolore: l’elettrostimolatore!

Sì, proprio lui! Pare che si possano utilizzare ed ottenere benefici incredibili anche stando comodamente distesi davanti alla televisione: tanto, lo sforzo lo fa tutto l’elettrostimolatore! Ovviamente siamo ironici. Dei risultati così sorprendenti non possono assolutamente essere ottenuti solo grazie all’utilizzo (anche se costante) dell’elettrostimolazione.

Essa, infatti, rappresenta sicuramente un aiuto validissimo nel raggiungimento di una buona tonicità: ma parliamo di muscoli già presenti, già allenati, già abituati a sforzi ed esercizi mirati!

Non possiamo pensare che risultati così sorprendenti non girino intorno ad uno stile di vita sano e regolare: allenamento e attività fisica costanti, esercizi mirati volti alla tonificazione di muscoli particolari (addominali, glutei, quadricipiti, ecc), alimentazione corretta.

L‘importanza dell’alimentazione è sempre più sotto i riflettori, ed anche in campo fitness è ormai centrale il suo ruolo. Alimenti altamente proteici, che consentono di bruciare massa grassa e sostenere la tonicità del muscolo; sono tutti validissimi aiuti nel raggiungimento del ”corpo dei nostri sogni”: ed anche l‘elettrostimolazione è proprio questo, un valido aiuto.

A cosa serve l’elettrostimolatore

Come abbiamo visto sopra, quindi, l’elettrostimolazione può rappresentare un valido supporto alla nostra muscolatura, se utilizzato correttamente.

Prima di andare oltre, cerchiamo di spiegare in maniera il meno complessa possibile in cosa consiste l’elettrostimolazione e perchè nell’ultimo decennio ha preso così tanto piede anche dal punto di vista medico.

Quando parliamo di elettrostimolazione, intendiamo quel processo tramite cui, attraverso degli impulsi elettrici ben localizzati, i nostri muscoli (solitamente massimo un paio alla volta) vengono sollecitati, in maniera molto simile a come si farebbe durante un normale allenamento.

Questa stimolazione elettrica della contrazione dei muscoli, parte dal dispositivo e passa attraverso dei fili, collegati agli elettrodi: questi generano un campo elettrico e vanno posizionati direttamente sull’epidermide, in corrispondenza del muscolo da trattare.

Diverse aree di utilizzo dell’elettrostimolatore

L’elettrostimolazione, nasce in origine come aiuto nel recupero post operatorio, o in presenza di traumi muscolari importanti e non curabili attraverso l’allenamento fisico. Spesso dopo un’operazione particolare, è d’obbligo fermarsi ed evitare movimenti. Tuttavia questa ”immobilità totale” comporterebbe un eccessivo indebolimento del muscolo.

Ed è qui che entra in gioco l’elettrostimolazione: gli impulsi elettrici a bassa frequenza portano infatti benefici al muscolo da trattare, senza comportare movimenti particolari che, se da un lato giovano alla guarigione, dall’altro creerebbero dei danni non indifferenti.

Questo, però, non è l’unico scopo dell’elettrostimolazione. Infatti, oggi, essa rappresenta una vero e proprio sostegno alla cura del dolore: ed è proprio questo il campo in cui tuttora porta a risultati più sorprendenti.

Si tratta di utilizzare un dispositivo elettrostimolatore come sostituto (o in aggiunta a) dei medicinali antidolorifici. L’elettrostimolazione, infatti, in questo caso è una vera e propria cura antalgica che, attraverso la tecnologia TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation), aiuta a produrre beta-endorfine, sostanze che aiutano ad aumentare la funzione analgesica.

Ma ovviamente, neanche a dirlo, il campo per cui gli elettrostimolatori sono più acquistati, è prorio quello estetico.

Spesso attratti dall’idea di ottenere corpi scultorei con pochi sforzi, molti acquistano questi dispositivi aspettandosi risultati sorprendenti in poco tempo e con nessun cambiamento nella propria vita alimentare o nella propria attività fisica. Sbagliatissimo.

C’è da dire, però, che se da un lato il solo utilizzo dell’elettrostimolazione non porta alcun beneficio estetico, dall’altro il suo utilizzo accompagnato da attività fisica e alimentazione corretta, porta a ottimi risultati visibili.

Come in ogni cosa, ci vuole pazienza e costanza: trattandosi di un dispositivo dotato di diversi programmi e funzioni, prima di tutto va capito bene come usarlo, per quanto tempo, dove collocare gli elettrodi, ecc.

Sicuramente utili a sostenere una muscolatura tonica e definita, gli elettrostimolatori in campo estetico vengono utilizzati anche massaggi rilassanti o drenanti, per rassodare la pelle e per contrastare la formazione di cellulite.

Vediamo insieme qual è l’uso corretto dell’elettrostimolatore.

Consigli per l’utilizzo dell’elettrostimolatore

Caratteristiche principali

Prima di preoccuparci di come utilizzarlo, giustamente dobbiamo scegliere il dispositivo più adatto alle nostre esigenze. Concentratevi su queste caratteristiche:

 

  • utilizzo: terapeutico, estetivo, o sportivo? Ricordate che esistono diverse tipologie di elettrostimolatori, quelli specifici TENS (per stimolazione muscolare nella cura del dolore), EMS (in campo sportivo); esistono comunque dispositivi adatti ad ognuna delle tre aree;
  • Programmi: non è importante tanto il numero di programmi presenti, ma se nello specifico vi sono programmi dedicati alle zone del corpo di vostro interesse;
  • Intensità regolabile: per andare a stimolare gradualmente il muscolo, senza lesionarlo;
  • Accessori: potreste gradire la presenza di una cintura addominale aggiuntiva, piuttosto che ganci per appendere il dispositivo alla cintura, ecc;

  • Display: rapido e intuitivo, oppure con più informazioni possibili?;
  • Alimentazione: a batterie normali, o al litio ricaricabili a corrente;
  • Numero e forma degli elettrodi:  a seconda della zona che volete trattare;

  • Manuale d’uso: attenzione che sia spiegato bene come utilizzare il dispositivo! Ancora meglio se nel manuale sono compresi esempi di programmi di allenamento e immagini che mostrano il corretto posizionamento degli elettrodi.
  • Assicuratevi che il dispositivo sia certificato e provvisto di garanzia: ancora meglio se vi viene garantito il supporto da un team di specialisti che collabora con i produttori (o rivenditori) del dispositivo.

 

Viste queste fondamentali caratteristiche, passiamo all’uso vero e proprio dell’elettrostimolatore: si consiglia sempre di affidarsi al parere di un medico prima di cominciare ad utilizzare un dispositivo di questo tipo. Uno specialista, infatti, saprà indicarvi nello specifico come impostare l’elettrostimolatore, quali programmi sono più adatti alle vostre esigenze, e l’intensità giusta per cominciare i trattamenti.

 

Quando utilizzare un elettrostimolatore

Come c’è un momento migliore per l’allenamento, così c’è un momento più indicato per effettuare i trattamenti di elettrostimolazione.

Prima di avvicinarsi al mondo dell’elettrostimolazione, è il caso di tenere a mente questi piccoli suggerimenti, che consigliano quando utilizzare il vostro dispositivo:

  • meglio dopo un pò di stretching: il muscolo sarà già riscaldato, pronto ad essere stimolato con più intensità; in questo modo eviterete spiacevoli problemi, come strappi muscolari;
  • mai ”infierire” su muscoli tesi o affaticati: questo, ovviamente, a meno che il vostro dispositivo non presenti un programma di defaticamento apposito;
  • attenzione a dove posizionate gli elettrodi: questo è un discorso delicato, troppo spesso preso sotto gamba. Sollecitare un muscolo, lasciando troppo a riposo il suo antagonista, crea nel tempo un fastidioso scompenso muscolare, poi più difficile da riequilibrare;
  • mai esagerare con l’intensità: è normale sentire un leggero dolore durante il trattamento: si parla pur sempre di stimolazione muscolare. L’importante è che sia un dolore sopportabile, altrimenti diminuite l’intensità dell’impulso elettrico, o sospendete il trattamento.

Dove posizionare gli elettrodi

 

Esistono sostanzialmente due tipologie di elettrodi: quelli autoadesivi e quelli con gel. I primi non necessitano dell’acquisto di gel aggiuntivo (a differenza dei secondi), ma dovete tenere a mente che andranno quindi sostituiti dopo un tot di applicazioni (generalmente la sostituzione va effettuata ogni mese).

Esistono poi gli elettrodi già posizionati, in maniera fissa, all’interno delle cinture addominali: utili se andrete ad utilizzare l’elettrostimolatore solo in questa zona; in questo caso non avrete la preoccupazione di dover essere voi in prima persona a posizionare gli elettrodi nel posto giusto.

Se invece avete acquistato un elettrostimolatore a elettrodi liberi, e quindi posizionabili in diverse parti del corpo, non dimenticate che l’accuratezza del loro posizionamento influirà notevolmente sui risultati del trattamento dell’eletrtostimolazione.

Prima di tutto, ricorda che gli elettrodi vanno posizionati solo quando avete assunto la posizione che manterrete durante tutto il trattamento, per evitare che si spostino e vadano a stimolare zone non inerenti al tuo programma di allenamento.

Generalmente ogni dispositivo elettrostimolatore è accompagnato da un manuale d’istruzioni che indica il corretto posizionamento degli elettrodi in dotazione, a seconda della zona da trattare e a seconda del beneficio che si vuole ottenere da questo trattamento.

In linea di massima, se il manuale sopra citato non fosse abbastanza esaustivo, le marche più importanti di elettrostimolatori rimandano al loro sito internet, in cui si trovano immagini dettagliate se non anche video esplicativi.

Nei dispositivi più moderni, sul display compare, in base al trattamento selezionato e la zona del corpo da trattare, un’immagine di dove applicare gli elettrodi; e non solo, nei sistemi più avanzati nel display lampeggia l’immagine dell’elettrodo fin quando esso non viene posizionato correttamente. Solo a questo punto, il trattamento potrà avere inizio.

Corretto utilizzo degli elettrodi

Per garantire un duraturo e soprattutto efficace utilizzo degli elettrodi, è bene osservare qualche piccolo accorgimento:

  • evitare di attaccarli e staccarli se non necessario: cercate di essere il più precisi possibili nel posizionamento degli elettrodi, perchè staccarli e riattaccarli troppe volte vuol dire danneggiare il film autoadesivo che hanno, rendendoli inevitabilmente riutilizzabili per poche volte;
  • applicate gli elettrodi su pelle pulita e asciutta, possibilmente in assenza di peli, o comunque radi;
  • attenti a non buttare il loro sacchetto: esso, infatti, è essenziale per riporli dopo il trattamento. Li manterrà lontani da sporcizia o granelli di polvere, che influiscono sulla longevità del loro film autoadesivo.

Ricambi degli elettrodi

Neanche a dirlo, esistono in mercato elettrodi cosiddetti ”universali”, ovvero che sono adeguati per ogni marca di dispositivo.

In realtà, però, è sempre meglio comprare ricambi di elettrodi della stessa marca del vostro dispositivo, in modo che possiate avvalervi anche di possibili garanzie future.

I ricambi delle maggiori marche di elettrostimolatori sono facilmente reperibili nelle farmacie (a volte su ordinazione), ma anche su negozi online come Amazon.

 

Pulizia degli elettrodi

Nel caso in cui il vostro dispositivo sia dotato di elettrodi con un leggero film autoadesivo, la loro eventuale pulizia potrebbe danneggiarli e non renderli più utilizzabili e efficaci per il vostro trattamento.

Pulire il gel autoadesivo, infatti, non farebbe più aderire l’elettrodo alla vostra pelle. In questo caso, potreste provare aggiungendo del gel apposito per elettrodi (acquistabile anch’esso su Amazon), ma il nostro consiglio è semplicemente quello di cambiare gli elettrodi una volta che essi perdono di aderenza.

In questo modo, infatti, cambiando gli elettrodi ogni mese circa (ma dipende dal tipo di pelle, dalla pulizia, la presenza eventuale di peli o creme), non andrete  a compromettere l’efficacia del vostro dispositivo e soprattutto del vostro trattamento.

Per quanto riguarda gli elettrodi non autoadesivi, che funzionano mettendo appunto un sottile strato di gel dalla parte dell’elettrodo che andrà a contatto con la pelle, vi indichiamo l’esistenza di uno spray adatto per la loro pulizia.

Questo, disponibile anche su Amazon e proposto da diverse marche, non è un semplice gel che va a sostituire quello compreso nel dispositivo, ma va anche e soprattutto a pulirlo. Senza formaldeide, non va a danneggiare la funzione degli elettrodi, ed è indicato per ogni tipo di dispositivo ed elettrodo.

In realtà questo spray potrebbe essere utilizzato anche sugli elettrodi monouso, per cercare di prolungarne la durata, ma non è studiato appositamente per questo scopo.

Il nostro consiglio è quello di cercare di sostituire gli elettrodi, ove possibile, abbastanza frequentemente: in questo modo sarete sicuri dell’efficacia dei vostri trattamenti.