La miglior bibbia del 2023

La Bibbia: si tratta del prodotto migliore in base al numero e alla media delle recensioni, ha ottenuto una recensione media di 4.5 con 1112 recensioni.

La Bibbia di Gerusalemme Ediz. illustrata: medaglia d’argento per questo prodotto, la recensione media è di 4.7 con 782 recensioni.

La Sacra Bibbia CEI 2008: terza posizione per questo prodotto, con una recensione media da parte degli utenti di 4.5 con 383 recensioni.

La Bibbia

Miglior Prodotto

La Bibbia

1112 Recensioni

Le recensioni degli utenti

Ben rifinito
Libro arrivato ben impacchettato e in generale è ben rifinito. Ottimo rapporto qualità/prezzo
Mia figlia la può portare a scuola
Grazie mille mi è arrivata in tempo sono felicissima
Comoda da portare in giro
Comoda da portare in giro

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La Bibbia di Gerusalemme Ediz. illustrata

Miglior Prodotto #2

La Bibbia di Gerusalemme. Ediz. illustrata

782 Recensioni

Le recensioni degli utenti

Insostituibile per lo studioso e per tutti i credenti. Bellissima la veste grafica
La Bibbia di Gerusalemme, d’ora in poi BJ, si presenta in una veste grafica davvero eccellente, bellissima la copertina rigida, le pagine bianche per una maggior facilità di lettura e soprattutto il formato del testo un pò più grande del solito che la rende davvero agevole per lo studio. Del resto è corredata da una ricca introduzione ad ogni libro e da diverse appendici che completano il testo, ma quello che rende questa Bibbia davvero preziosa ed insostituibile per lo studioso ma anche per qualsiasi persona, cristiana o non cristiana, che voglia approcciarsi alle Sacre Scritture, è rappresentato dal ricchissimo apparato di note che corredano il testo. Stiamo parlando di un testo di 3044 pagine! Fin qui i suoi punti di forza. Per quanto riguarda invece i punti di debolezza, sono essenzialmente due, uno è rappresentato dell’estrema sottigliezza delle pagine, e secondo me, visto che si tratta di un testo dichiaratamente “per lo studio” si poteva fare uno sforzo maggiore e usare delle pagine pur sottili, ma un tantino meno di quelle usate qui (anche se mi rendo conto che il libro è di 3000 pagine) ma essendo dedicato allo studio, quindi da dover sfogliare innumerevoli volte, questo sforzo andava fatto. L’altro punto, piu importante, è dovuto alla versione del testo biblico usato, che è quello della CEI 2008, non che abbia nulla contro la traduzione della CEI, tuttavia la mia obiezione è semplice, ma di sostanza: Il testo CEI è stato approntato per un uso liturgico e per la catachesi, ora visto che invece la BJ è dedicata allo studio, quindi a chi vuol approfondire, secondo me andava scelto anche il testo della BJ, ovviamente non traducendolo dal francese, ma direttamente dai testi originali. Questo perché la versione CEI in diversi punti diciamo “sensibili” o più delicati o ostici, preferisce delle traduzioni non sempre perfettamente aderenti al testo greco o ebraico, ma un pò difformi, direi “ad uso proprio” o “pro domo sua”. Questa tuttavia è una notazione di carattere generale, sembra che qui in Italia non si possa avere un testo biblico che non sia controllato direttamente dalla Chiesa Cattolica, e non vi è alcun atto di accusa nelle mie parole. Sono un cristiano credente e praticante, ma cerco di tenere separati il piano della fede da quello della ricerca storico-scientifica sulla figura del Gesù “storico” e sulle Sacre Scritture, specialmente per quanto riguarda il Nuovo Testamento. Un’ultima annotazione: Le note della BJ sono tante, belle, ma più di carattere spirituale e dottrinale, mentre le note della Bibbia TOB, che usa ugualmente il testo biblico CEI, sono anch’esse molte e belle, ma sono più di carattere esegetico, che spiegano il significato e la forma originaria del testo. Comunque consiglio sempre di comprare una Bibbia che sia corredata da moltissime note, altrimenti si perderebbero tante informazioni interessanti che il lettore non può avere già di suo, a meno che non sia già uno studioso, e la Bibbia di Gerusalemme è senz’altro una delle scelte migliori che si possa fare.
bibbia di Gerusalemme .
arrivata puntualmente con ottimo imballaggio. Quando si scrive Bibbia di Gerusalemme non si dovrebbe aggiungere altro…ottima come Bibbia per chi vuole vedere Dio che cammina a fianco dell’uomo ed è il padrone della Storia.
Si legge bene
Bibbia aggiornata e facile da capire

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La Sacra Bibbia CEI 2008

Miglior Prodotto #3

La Sacra Bibbia CEI 2008

383 Recensioni

Le recensioni degli utenti

Piacevole da leggere sul dispositivo kindle
Frutto di un lungo e profondo lavoro, presenta non pochi punti di pregio, correggendo errori e imprecisioni ormai consolidati da decenni. La revisione è stata condotta sui testi originali, secondo le migliori edizioni critiche oggi disponibili e secondo i principi classici della critica testuale e della moderna esegesi (cioè privilegiando il testo Masoretico per l’Antico Testamento ed il testo critico di Nestle Aland per il Nuovo Testamento). Un occhio di riguardo è stato riservato alla Nova Vulgata, soprattutto nel caso di discordanze tra i vari codici ebraici, aramaici e greci. Pregevole è stato pure il tentativo di rendere il testo in buona lingua italiana, con modalità espressive facilmente comprensibili, tenendo conto del contesto culturale odierno, evitando forme lessicali e sintattiche logore e arcaiche e curando il ritmo della frase, per rendere il testo rispondente alle esigenze della liturgia e del canto. Nella preghiera del Padre Nostro, è stata scelta la formula “e non ci abbandonare alla tentazione” al posto dell’ambigua espressione “e non ci indurre in tentazione”, evitando così di lasciar intendere che la tentazione possa essere opera di Dio (Giacomo 1,13). Degna di nota è la presentazione del libro del Siracide nella forma testuale lunga. Allo stato attuale degli studi, il testo breve è considerato più autorevole dal punto di vista critico e per questo fu preferito dalle precedenti traduzioni cattoliche (Cei 1974) e NVB (1984). La chiesa latina ha però da sempre privilegiato il testo lungo dai tempi della Vetus Latina e della Vugata fino alla Nova Vulgata dei nostri giorni. La Nuova Cei ha scelto di stampare in corsivo le aggiunte del testo lungo, segnalando nelle note sia le varianti più significative dell’ebraico che le differenze principali tra la Nova Vulgata ed il testo critico di uso corrente. Il libro di Ester presenta poi separatamnte le versioni greca ed ebraica, evitando di mescolarle insieme o di confinare alcune parti in appendice. In nota di Ester, Giuditta e Tobia sono poi riportate le principali varianti della Nova Vulgata rispetto al testo critico di riferimento. Qualche perplessità rimane però per alcuni versetti resi in modo non sempre ortodosso. Attingendo a codici differenti, (e facendo una vera e propria conflazione) Giovanni 1,18 è diventato “il Figlio Unigenito che è Dio”, mentre in Giovanni 14,16-26 e 1 Giovanni 2,1 le tradizionali traduzioni “Consolatore” e “Avvocato” lasciano il posto al generico termine greco “Paraclito”. Qualche interrogativo suscita anche Romani 16,10, dove Cristo muore “per il peccato”, invece che “al peccato”, mentre in Atti 20,28 il “sangue proprio [di Dio]” diventa “il sangue del proprio Figlio”. Di poco cambia poi la traduzione di Proverbi 8,22 dove la Sapienza di Dio invece di essere “prodotta” o “generata” da Dio come “Verbo eterno” viene “creata” dal Padre “come inizio delle sue attività” invece che “all’inizio della sua attività”. Interrogativi ulteriori vengono dalla scelta di rendere quasi ovunque l’ebraico “hesed” con “amore” invece che con “misericordia”, “grazia”, “benignità”, “compassione”, “bontà” o “pietà”, con risultati discutibili per alcuni versetti famosi (Salmo 33,18; Salmo 51,3; Salmo 89,1; Osea 6,6; Michea 6,8) ormai accreditati dalla Vulgata di Gerolamo con “misericordia” e dalle mitiche Douay Reims (1610), King James (1611) e English Hebrew Bible (1917) con “mercy”. Del resto nella Settanta nella Bibbia di Aquila e nel Nuovo testamento l’ebraico “hesed” è tradotto con “eleos”, cioè “misericordia” nel senso di grazia, compassione, gentilezza e bontà verso il peccatore, il povero, il debole, il misero e l’afflitto. Si tratta si un sentimento di compassione per l’infelicità altrui, che spinge ad agire per alleviarla, un moto viscerale di pietà che muove a soccorrere, a perdonare, a desistere da ogni punizione. A ben guardare, pertanto, il termine “amore” sembra davvero troppo generico per essere spalmato senza problemi su larga parte delle Scritture in sostituzione della “misericordia”. La misericordia è infatti una dimensione istintiva, interiore e non sempre razionale dell’amore, nella quale è insito un sentimento di compassione, di tenerezza profonda e di grazia che l’amore non sempre abbraccia e sottointende, a meno di voler utilizzare (e recuperare) la parola “carità” nel senso più antico, genuino e profondo. A riprova di quanto detto, è forse il caso di osservare come l’antica preghiera cristiana “Kyrie eleison”, tradotta usualmente con “Signore pietà” o “Signore misericordia”, diventi incomprensibile se il termine eleison viene reso con amore: Dio è amore e chiedere a Dio amore è, a dir poco, privo di senso, mentre la miseria umana impone all’uomo di chiedere sempre e soprattutto … pietà e misericordia. In Matteo 1,25 sia la CEI (1973) che la Nuova CEI (2008) dicono che Maria “senza che egli (Giuseppe) la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù”, mentre quasi tutte le versioni dai testi originali (Vulgata compresa) hanno “e (Giuseppe) non la conobbe finch’ella non (heos hou) ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù”. Tale scelta è sicuramente discutibile perché apre la strada a critiche atee e protestanti che vedono qui una strategia astuta per sbarrare il passo ai dubbi sulla perpetua verginità di Maria.
Perfetto
Perfetto unica pecca le lettere molto piccole
Buon prodotto.
Regalo gradito. Buon rapporto qualità-prezzo.

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