I migliori libri di saggistica del 2021

Ecco la classifica dei migliori prodotti per la categoria Libri Di Saggistica:


A riveder le stelle: seconda posizione per questo prodotto

Pensieri lenti e veloci (Saggi): terza posizione per questo prodotto
Bestseller No. 1

Recensioni del prodotto

Angela non sbaglia
Ho preso il libro dopo aver visto il prof. Barbero su RAI Storia. Mi aveva colpito la sua capacità di raccontare la storia come se la stessimo vivendo ora, con la sua quotidianità, e questo libro non mi ha deluso. La formula "dialogata" con Piero Angela, se da una parte rende meno elegante la scrittura, dall'altra contribuisce a rendere più vivo e attuale il racconto. Angela è sempre una certezza
Una chiacchierata con due grandi maestri
Un libro intervista che riprende l'impostazione classica di Superquark, rubrica "Dietro le quinte della Storia", in cui uno dei migliori divulgatori scientifici ad oggi esistente - Piero Angela - pone una serie di quesiti ad uno dei migliori storici ad oggi esistente - il professor Alessandro Barbero. Sin dalla prima riga si viene proiettati in quel salotto che vede seduti uno di fronte l'altro i due maestri, e sembra quasi di partecipare al dibattito su temi che toccano tutti gli aspetti della quotidianità della razza umana durante i secoli e le epoche, dalla necessità di procurarsi e conservare il cibo all'amministrazione della giustizia, dalla sessualità ai mezzi di trasporto, dall'organizzazione della società alla famiglia passando per l'istruzione e il lavoro, ecc ecc. Un viaggio estremamente entusiasmate nel film della Storia in cui i concetti vengono semplificati (ma non banalizzati, anzi!) per farli meglio comprendere al grande pubblico, senza inutili tecnicismi, in pieno stile dei due grandi maestri. Una lettura assolutamente consigliata!

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Recensioni del prodotto

Paolo Pisanò
Emozione Italia. Sentimento inesprimibile che impasta le gioie e i tormenti della nostra più intima essenza d’Italiani con un idioma splendido, raffinato e corposo al tempo stesso. Per scoprirne le origini bisogna risalire nei secoli fino a settecento anni or sono e incontrare un poeta fiorentino senza uguali (Dante Alighieri) capace di spalancare le porte del Paradiso (italico e non solo) con un’opera immortale (La Divina Commedia) dopo averlo meritato lui stesso attraversando prima l’Inferno e il Purgatorio per rinascere nel cuore del suo cuore fino a esserne degno. Il vero giornalista inviato speciale si muove con gli occhi bene aperti e ascolta a orecchie dritte per impadronirsi a fondo della realtà che deve riferire fedelmente ai lettori. E per riuscirci deve mettere la sordina alle proprie ubbie ideologiche. A volte questa fedeltà può costare parecchio, anche la vita. Ma chi ha il giornalismo nel sangue non le resiste. Aldo Cazzullo è un campione del giornalismo che si è assegnato un’inchiesta dentro il poema italico per eccellenza alla scoperta del suo (nostro) amore per l’Italia. E per indagare sulla sua (nostra) Italianità, egli non poteva che risalirne la storia di sette secoli fino a osservarla da vicino nell’opera fondamentale di quel poeta fiorentino senza uguali che ci ha donato lingua e coscienza della nostra identità nazionale. Identità oggi problematica, straziata com’è ancora dal dramma catastrofico del primo Novecento che ha visto l’Italia, di secolare consistenza culturale ma politicamente imberbe come Stato unitario, salire prima da protagonista sul proscenio del mondo per poi precipitare, nel giro di soli vent’anni, soccombendo nel proprio sangue aggredita da una violenza straniera disumana e annientatrice, invasa, stuprata, massacrata orrendamente (anche incistandole una lotta fratricida senza quartiere per uno scopo rivoluzionario irrealizzabile), conquistata infine dagli invasori e da costoro assoggettata concedendole la ripresa del benessere materiale ma sradicandola dal solco naturale del suo divenire storico autonomo e libero da soggezioni straniere. Un’Italia costretta ancora oggi istituzionalmente a una cesura innaturale nel proprio passato prossimo e pertanto incapace di ritrovare in se stessa la forza morale necessaria per affermare la propria dignità reggendo il peso di tutti i suoi trascorsi storici, senza nulla dover rinnegare pregiudizialmente in ossequio ai suoi ultimi conquistatori e alla loro esigenza di legittimare a priori quanto ci hanno inflitto e senza nulla voler restaurare in spregio alla ragione. Cazzullo ha affrontato l’impresa senza sottrarsi ai pericoli, compreso il più insidioso: attualizzare il racconto del passato italico con puntuali richiami al presente ovvero correndo il rischio di declassare la sua buona intenzione a una “missione impossibile” perché è noto che egli nega ideologicamente la realtà storica appena descritta per attenersi alla narrazione istituzionale di comodo, “politicamente corretta”, che impone la negazione dell’evidenza storiografica affermando il contrario (l’Italia “liberata” e “riscattata” 75 anni or sono grazie alla sua sconfitta, etc. etc.) e separando pertanto, ancora e nel profondo, le coscienze degli Italiani. Ma l’autore è un asso del giornalismo ed è riuscito a tenere a bada le proprie pulsioni ideologiche dando al suo racconto un respiro profondamente italiano unificante e non partigiano divisivo (le sbavature rilevate sono solo due, microscopiche e ininfluenti). Così l’inviato speciale alle radici dell’Italianità ha fatto centro in pieno realizzando un’inchiesta lunga un libro dove si trasforma la poesia altissima di Dante in avvincente prosa contemporanea: un piccolo capolavoro di informazione partecipata, incalzante, coinvolgente, fedele, comprensibile a chiunque. Una dichiarazione d’amore all’Italia da leggere e da consigliare. Un libro fuori dal comune che sa farsi delibare in un unico, lungo sorso per non staccarsi dal suo buon gusto nemmeno un istante.
Affascinante nel suo genere
Molto interessante per lo studio approfondito dei personaggi e degli avvenimenti ,data L importanza dei contenuti non può essere letto tutto d un fiato Ha bisogno di approfondimenti e riletture Trovo uno dei libri su Dante più bello per le novità e lo studio dei particolari A tratti anche se è un argomento del 1300 molto attuale Ne consiglio la lettura
A RIVEDER LE STELLE
Pubblicazione interessantissima, valida per chi è un appassionato di Dante Alighieri, ma anche per i ragazzi che lo studiano a scuola. E' infatti molto scorrevole, accessibile a tutti perché scritto in forma quasi giornalistica. Lo consiglio.

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Bestseller No. 3
Pensieri lenti e veloci (Saggi)
  • Kahneman, Daniel (Author)

Recensioni del prodotto

Spunti di riflessione come se piovessero
Questo libro entra di prepotenza nel top della mia classifica personale (che trovi alla fine di questa breve recensione). Cinque parti che organizzano 39 capitoli (oltre a due articoli in appendice) che si fanno davvero via via più interessanti con la lettura. Posto che tutti i capitoli sono scritti veramente bene ed in una forma molto scorrevole e piacevole (con l'eccezione del capitolo 31 su cui torno poi), i primi capitoli li ho trovati meno coinvolgenti e leggendoli non capivo il perchè di recensioni tanto entusiaste di questo libro. Alla fine però tutto torna e quelli che all'inizio sembrano osservazioni molto specifiche, quasi da psicologo (sì, interessante che gli esseri umani non sappiamo valutare correttamente le probabilità e che il nostro cervello non sia adatto al calcolo statistico, ma mi sembrava una mera curiosità) ecco, quelle osservazioni specifiche dicevo già dalla seconda parte iniziano a prendere forma e ad inondare il lettore di suggestioni, spunti di riflessione, analisi, esempi, esperimenti e dati che ti invitano continuamente a ragionare su quello che stai leggendo. Un libro che ho letto in circa due mesi (complice anche alcuni impegni di lavoro), ma che mi sono voluto gustare, lasciando alle idee il tempo di "decantare". Sul capitolo 31. Come accennavo prima, personalmente mi è sembrato un'eccezione dal punto di vista stilistico. L'ho trovato meno fluido ed un po' più ostico nella costruzione degli altri anche se l'aneddoto che riporta alla fine (q uello della riunione con dirigenti ed amministratore delegato) è probabilmente l'esempio che più mi ha colpito di tutto il libro e sicuramente uno di quelli più efficaci... specificando tuttavia che non credo avrà lo stesso effetto su tutti; personalmente l'ho compreso subito perchè mi sono ritrovato in situazioni come quella descritta. In conclusione, un altro libro che consiglio caldamente e che andrebbe anche riletto. Quindi da oggi, nella mia personale classifica dei libri TOP da leggere, tutti a pari merito in prima posizione, troviamo (in ordine di data di pubblicazione): - Il gene Egoista (Dawkins - 1976) - Pensieri lenti e veloci (Kahneman - 2011) - Homo sapiens (Harari - 2011) - Homo deus (Harari - 2015)
Da leggere almeno una volta nella vita...
"Pensieri lenti e veloci" è un libro pubblicato da Daniel Kahneman nel 2011, Daniel Kahneman è uno psicologo israeliano, vincitore, insieme a Vernon Smith, del Premio Nobel per l'economia nel 2002 «per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d'incertezza». In questo libro, l'autore ci spiega la differenza tra sistema di pensiero veloce e sistema di pensiero lento. Il pensiero veloce è quello che, anche se spesso ci porta a decisioni sbagliate, ci fornisce una risposta in modo estremamente veloce, senza dispendio di energie. Il pensiero lento è quello che, nonostante ci porti spesso a decisioni corrette, ci fornisce una risposta lenta con elevato dispendio di energie. Il pensiero veloce, il pensiero intuitivo, può ingannarti, però è necessario nella vita di tutti i giorni. Consiglio la lettura del libro, anche se è doveroso da parte mia avvertire i futuri lettori, sul fatto che il libro non si presta per niente a una lettura leggera. Anzi! Nonostante ciò, è un ottimo libro e merita le 5 stelle. Soprattutto per gli interessanti argomenti trattati: ancore, scienza della probabilità (impatto dei media sui nostri pensieri), avversione al rischio, effetti della diversa formulazione di una frase, costi irrecuperabili. Lo consiglio. Ne vale davvero la pena leggerlo.
Sei Econ o Umano?
Il libro di Daniel Kahneman è, a mio modesto parere, uno di quei libri che può cambiare la vita di una persona. Non voglio essere frainteso, non vi dirà come vivere meglio in armonia con voi stessi o chicchessia, vi mostrerà però come e perché decidiamo o facciamo errori decisionali. E questo non è poco! Fondamentalmente, tutto si risolve attorno a due categorie di persone: quelle che sono soggette a errori (bias) di ragionamento, gli UMANI, e quelle invece che, essendo estremamente razionali, riescono a valutare correttamente le situazioni in cui si trovano e a dare una risposta razionale e non emotiva, gli ECON. Detto questo, la stragrande maggioranza delle persone sono UMANI, gli ECON sono una esigua minoranza. Poi lo stesso Kahneman non usa il termine irrazionali per descrivere gli UMANI, perché per lui ha un’accezione negativa, ma per quanto mi riguarda è il modo più corretto per descrivere questa categoria di persone. Kahneman stesso scrive verso la fine del libro “La razionalità è la coerenza logica, ragionevole o no che sia. Gli ECON sono razionali in base a questa definizione, mentre vi sono prove schiaccianti del fatto che gli UMANI non possono esserlo”. Anche da questo passaggio insomma, si capisce che gli UMANI sono vulnerabili nei confronti di certi bias. Una volta presentate le dramatis personae (UMANI e ECON), è ora di introdurre i concetti cardine attorno a cui tutto il testo ruota: il SISTEMA I e il SISTEMA II. Il SISTEMA I “opera in fretta e automaticamente, con poco o nessuno sforzo e nessun senso di controllo volontario”. SISTEMA II “indirizza l’attenzione verso le attività mentali impegnative che richiedono focalizzazione, come i calcoli complessi”. Kahneman scrive “Definisco il SISTEMA I come impressioni e sensazioni che originano spontaneamente e sono le fonti principali delle convinzioni esplicite e delle scelte deliberate del SISTEMA II. Le operazioni automatiche del SISTEMA I generano modelli di idee sorprendentemente complessi, ma solo il SISTEMA II, più lento, è in grado di elaborare pensieri in una serie ordinata di stadi.” I due sistemi che ogni essere umano possiede e che sono stati plasmati dall’evoluzione, entrano in gioco ogni volta che bisogna prendere una decisione. Il sistema 1 è impulsivo e intuitivo mentre il sistema 2 è cauto e capace di ragionare, ma, almeno in alcuni soggetti, è anche pigro. È chiaro a questo punto che è il sistema 1 il responsabile degli errori che comunemente facciamo quando dobbiamo prendere delle decisioni, poiché salta alle conclusioni sulla base di prove limitate. Ma se il sistema 1 funziona così, la ragione sta nel fatto che “è stato plasmato dall’evoluzione perché fornisse una valutazione costante dei principali problemi che un organismo deve risolvere per sopravvivere”. Kahneman, una volta premesse le funzioni dei due sistemi, elenca una serie di bias e fallacie corroborate da una miriade di esperimenti, che in una recensione è inutile riportare. A titolo di esempio, descriverò in seguito la fallacia della congiunzione, descritta nel capitolo “Linda: il meno e il più”. Questa la descrizione di Linda: Linda, trentun anni, è single, molto intelligente e senza peli sulla lingua. Si è laureata in filosofia. Da studentessa si interessò molto ai problemi della discriminazione e della giustizia sociale, e partecipò anche a manifestazioni antinucleari. Problema: Qual è l’alternativa più probabile? - Linda è una cassiera di banca - Linda è una cassiera di banca ed è militante del movimento femminista La maggior parte delle persone scelse la seconda alternativa. Ovvio verrebbe da dire. Qui entra in gioco la fallacia della congiunzione, che Kahneman descrive come la fallacia “in cui le persone cadono quando giudicano che la congiunzione di due eventi (nel nostro caso, cassiera di banca e femminista) sia più probabile di uno solo dei due eventi (cassiera di banca) in un confronto diretto”. Se descrivessimo il problema come grafici di Venn, scopriremmo che l’insieme “Linda è una cassiera di banca” contiene “Linda è una cassiera di banca ed è militante del movimento femminista”, quindi è più probabile che Linda faccia parte dell’insieme più grande rispetto a quello più piccolo. Scrive ancora Kanheman: La probabilità, come il valore economico, è una variabile di tipo somma, come illustrato da questo esempio: probabilità (Linda è una cassiera) = probabilità (Linda è una cassiera) + probabilità (Linda è una cassiera femminista) qui mi fermo con gli esempi perché il libro ne è pieno zeppo e vale la pena di leggerli tutti, integralmente. Concludo solo con quanto è riportato nell’ultimo capitolo, che mi sembra molto pertinente, soprattutto in relazione all’economia. Kahneman ha ricevuto il nobel in questa disciplina per il suo lavoro con Tversky: trattasi della prospect theory che troverete sia all’interno del libro spiegata alla perfezione sia nell’appendice riprodotta come articolo integrale apparso in “Economtrica” (credo). Il suo lavoro si scontra frontalmente con la scuola economica di Chicago, che professa una indefettibile fiducia nella razionalità umana. Per l’ideologia sostenuta da questa scuola ”non è necessario ed è addirittura immorale difendere le persone dalle loro scelte. Gli individui razionali dovrebbero essere liberi e assumersi la responsabilità di prendersi cura di se stessi”. Pensieri lenti e pensieri veloci smonta questa asserzione pagina dopo pagina. Questo dibattito è tuttora molto acceso, ma è incontestabile che il lavoro di Kahneman ha contribuito ha sbriciolare le certezze del liberismo contemporaneo e a corrodere in maniera incontrovertibile i pilastri su cui quel pensiero economico si fonda.

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