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Elettrostimolatore: controindicazioni all’uso

L’elettrostimolazione negli ultimi anni ha via via raggiunto sempre più persone. Molti vengono attratti sicuramente dall’idea (proposta da alcune pubblicità, ma spesso in maniera ingannevole) di poter ottenere fisici scolpiti, muscoli sodi e tonici, semplicemente stando davanti alla televisione, o comodamente distesi sul divano.

Ovviamente la realtà non è proprio così! Per tali risultati, infatti, l’unica soluzione è un buon allenamento costante, accompagnato da un’alimentazione sana e regolare.

E’ anche vero, però, che molte persone vengono indirizzate all’utilizzo dei dispositivi elettrostimolatori direttamente dal proprio medico personale, fisioterapista, o medico riabilitativo. Si tratta però di un utilizzo totalmente diverso rispetto a quello di chi punta al fisico perfetto con zero fatica: il medico, infatti, consiglia solitamente l’utilizzo della stimolazione in caso di recupero o agli sportivi, nel campo della riabilitazione.

 

Principalmente sono proprio i medici a farne uso sui pazienti, ma spesso ci si può aiutare in maniera anche ”casalinga”.

Sul mercato spopolano dispositivi elettrostimolatori di ogni genere, principalmente con scopo riabilitativo (campo in cui l’efficacia è maggiore), estetico e sportivo.

Spesso utilizzati per sostenere o tonificare la muscolatura già esistente ed allenata, o anche per sottoporsi a massaggi rilassanti o drenanti, non va dimenticato, però, un concetto fondamentale: l’elettrostimolatore è un vero e proprio dispositivo medico.

Di conseguenza, non va mai utilizzato con superficialità e anzi, prima di correre ad acquistarlo, dovremmo consultarci con il nostro medico personale.

Non tutti, infatti, possono utilizzare l’elettrostimolazione, e in alcuni casi è assolutamente vietato, per non andare a creare complicazioni cliniche.

Quando non utilizzare l’elettrostimolazione

Qui di seguito sono indicati i principali casi in cui si sconsiglia vivamente l’utilizzo di un dispositivo elettrostimolatore:

  • gravidanza: seppur a bassa frequenza, si parla sempre di impulsi elettrici che, oltre a stimolare troppo le contrazioni dell’addome (aldilà che le’elttrostimolazione avvenga o meno in questa zona del corpo), potrebbero causare problemi al feto;
  • presenza di peacemaker;
  • problemi neurologici;
  • epilessia;
  • diabete;
  • febbre;
  • temperatura corporea al di sopra dei 38°C;
  • malattie infettive;
  • fragilità capillare: in questo caso, gli impulsi elettrici potrebbero scatenare una rottura dei capillari;

In caso di paziente totalmente sano, gli elettrodi e i relativi impulsi non vanno comunque azionati nelle vicinanze di:

  • lesioni cutanee, anche lievi;
  • acne o generale sensibilità cutanea;
  • qualsiasi oggetto di metallo (anche un semplice anello, bracciale o collana).

Posizione degli elettrodi

E’ importante anche ricordare che la disposizione degli elettrodi non può assolutamente avvenire in modo casuale o impreciso.

 

 

Prima di tutto bisogna tenere presente che alcuni dispositivi presentano elettrodi da posizionare stando attenti alla loro polarità.

In secondo luogo, non bisogna sottovalutare neanche la posizione che gli elettrodi devono occupare: la stimolazione di un determinato muscolo a sfavore di un altro, infatti, può causare forti instabilità e scompensi muscolari, soprattutto in alcune zone del corpo, e soprattutto se ripetuta più e più volte. In questo modo otterrete soltanto danni, altro che benefici!

Regolazione dell’intensità e della durata

Sempre a questo riguardo, è bene accertarsi che l’intensità del trattamento non sia troppo forte rispetto a quanto il muscolo è abituato a lavorare: soprattutto (ma non solo) nel campo riabilitativo, l’intensità del trattamento va moderata e regolata in maniera graduale.

Non si può infatti pensare che l’elettrostimolazione possa essere inserita in una routine di allenamento o recupero, come nulla fosse. E’ pur sempre una stimolazione del muscolo: anche se parliamo di un muscolo allenato, dobbiamo pensare che esso è abituato ad altri tipi di sollecitazione. L’elettrostimolazione simula sicuramente l’atto naturale del muscolo, ma per quanto minima, la differenza c’è e il nostro corpo se ne accorge.

Quindi, ribadiamo ancora una volta: attenzione quando impostate l’intensità! Sempre in modo graduale.

Ecco che, quindi, entra in gioco l’importanza di una caratteristica specifica dell’elettrostimolatore: la possibilità di scegliere l’intensità del trattamento.

Il vostro medico sicuramente saprà consigliarvi la giusta intensità da selezionare prima di cominciare l’allenamento; generalmente, comunque, si parte sempre da quella più bassa per arrivare via via a intensità maggiori. E’ da sottolineare che, se anche sul momento del trattamento non sembra essere influente, molto spesso l’effetto dello stimolo del muscolo si sente qualche ora dopo la fine dello stesso, se non addirittura il giorno successivo.

Cercate quindi di non esagerare nè con l’intensità, nè con la durata dell’utilizzo dell’elettrostimolatore.

In un buon manuale d’utilizzo del dispositivo, è indicato per quanto tempo una determinata zona del corpo può essere stimolata senza successivi fastidi, a quale intensità, e per quante volte al giorno. In linea di massima, si consiglia di non superare mai l’ora di utilizzo, e solitamente mai più di una volta al giorno.

Attenzione al programma giusto!

Non è da sottovalutare neanche la scelta del programma adatto al nostro caso. Infatti, la filosofia del ”di sicuro male non fa”, non è assolutamente adeguata all’utilizzo dell’elettrostimolazione.

Ricordiamo che, essendo un dispositivo medico, oltre ad avere le controindicazioni presentate sopra, non va mai utilizzato ingenuamente.

Ogni elettrostimolatore ha diversi programmi, e va individuato quello giusto per noi. Ecco perchè si consiglia sempre di rivolgersi ad un medico o uno specialista riabilitativo: lui saprà senza alcun dubbio indicarvi la tipologia adatta per il vostro trattamento.

Ricordiamo che i principali programmi tra cui scegliere sono:

  • Forza (che coinvolge le fibre veloci);
  • Forza esplosiva (fibre veloci e elasticità del muscolo);
  • Forza resistente (per favorire un allenamento di lunga durata);
  • Resistenza aerobica (per aumentare la resistenza all’affaticamento).

A questi programmi, specifici per gli atleti, negli elettrostimolatori 3 in 1 sono spesso aggiunti anche programmi specifici per la tonicità muscolare, massaggi drenanti e rilassanti, funzioni dedicate alla riabilitazione.

Capite bene che tutto questo non può essere stabilito con leggerezza. La scorretta stimolazione può portare scompensi invece di aiutare a sostenere il tono muscolare, ed è per questo che si sottolinea sempre l’importanza del consiglio medico.